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Thailandia, 2008, ovvero: come nasce un viaggiatore

Aggiornato il: 16 set 2019

Come nasce un viaggiatore? Forse venendo al mondo, forse con l'esperienza.

A sentire mia mamma, già quando avevo due anni cercavo di aggirarmi per i marciapiedi di corso Buenos Aires da sola, rifiutandomi di tenerle la mano senza timore degli sconosciuti nè del traffico di una così caotica via milanese.

Durante le vacanze all'isola d'Elba, appena treenne, mi annoiavo in fretta di stare seduta a giocare con mio fratello sotto l'ombrellone, quindi mi alzavo, iniziavo a camminare percorrendo tutta la spiaggia finchè trovavo qualcosa di interessante che attirasse la mia attenzione, o qualcuno con cui fermarmi a giocare. Senza mai girarmi.

Lei mi seguiva qualche passo più indietro, allibita nel vedere che la sua piccola bambina, barcollante sulla sabbia, mai si voltava per controllare di non essere rimasta sola.

Chissà se era solo quel coraggio un pò incosciente tipico dei bambini oppure se fossero già le prime avvisaglie di una voglia di esplorare che ha caratterizzato tante scelte della mia vita, la facilità con cui poi mi annoio, la voglia di novità.

Per quanto riguarda l'esperienza, invece, ho ben presente quando sono diventata una viaggiatrice.

Era la primavera del 2008 ed ero andata a tagliarmi i capelli. La mia parrucchiera, la Stefy, una giovane mamma di un piccolo paese sul lago di Como, tra le chiacchiere ha iniziato a raccontarmi dei suoi viaggi zaino in spalla in Asia. Di come li pianificasse completamente da sola, guida alla mano, di come fossero economici, spontanei e avventurosi, di quali fossero i primi passi da organizzare per la partenza.

Ok, non ci era voluto molto, la Stefy mi aveva convinta. L'Asia per la testa mi era sempre girata da quando da adolescente avevo fatto un viaggio in Sri Lanka, l'estate si avvicinava: uscita da lì, sono andata in libreria e ho comprato la mia prima Lonely Planet.

Destinazione: Thailandia.


Sono passati 11 anni, un dettagliato racconto di viaggio sarebbe terribilmente antiquato, chissà che fine hanno fatto le guest house in cui ho soggiornato, i mezzi con cui mi sono spostata, come sono cambiati i prezzi.

Tutte queste informazioni sono facilmente accessibili con una Lonely Planet aggiornata, o un bel giro su Instagram, su Google, su Tripadvisor.


Io qui voglio parlare di quello di cui la Stefy aveva parlato a me.

Dei primi passi, e di cosa si impara dopo.

Di come diventare viaggiatori, o di come aiutare un'indole già presente a manifestarsi.


#1 La meta

Prima di tutto il lato del mondo: Est, Ovest, Sud, Nord? Poi il paese. Per me la Thailandia è stata una scelta ovvia. Volevo l'Asia, volevo una metropoli, la natura, il mare. Volevo il buddhismo ed essendo la prima volta, la facilità. La Thailandia è turisticissima e davvero mainstream, ma resta per me la meta perfetta per una prima volta coi fiocchi.


#2 La fonte

Per me significa comprare la Lonely Planet. Sarà un clichè, ma la trovo la guida più completa. Niente foto, tanti dettagli. La leggo dalla prima all'ultima pagina, mi segno ciò che mi interessa (luoghi, monumenti, usanze, ristoranti, hotel) in modo da creare un possibile itinerario. Sarà la mia fedele compagna per tutto il viaggio.

Consulto con piacere anche turistipercaso.it: nella sezione "Diari di Viaggio" trovo descrizioni preziose ed esperienze in prima persona utili per farmi un'idea di itinerario.


#3 Il volo

Skyscanner, Lastminute, eDreams, le compagnie aeree dirette, le low cost locali. Date flessibili uguale risparmio assicurato. Almeno 3 mesi in anticipo. Non temo gli scali, ho imparato quali compagnie aeree sono le più comode. Ai tempi della Thailandia ho volato con la Royal Jordanian, che non rientrerà nella top 10 delle migliori esperienze di volo della mia vita, ma mi ha regalato un lungo ed interessante scalo ad Amman dove ho capito che viaggiare con gli shorts non è una buona idea, e dove ho assistito a un'alba da brividi sul deserto giordano.


#4 Le prime notti

Io prenoto le prime 2/3 notti. Arrivare in una grande città asiatica di notte dopo uno o più voli infiniti può essere traumatico, un hotel prenotato è fondamentale per iniziare bene il proprio viaggio.

Bangkok mi aveva terrorizzata e l'hotel che avevo prenotato, una bettola in una stretta e maleodorante stradina di Chinatown che a mezzanotte era completamente deserta e buia, mi aveva sconvolta. Consiglio di stare in una zona vitale e turistica, e di alzare un pochino il livello per le prime notti: risparmierete poi nelle seguenti.

E tranquilli, la luce del mattino e una buona colazione cancelleranno ogni terribile first impression.


#5 La salute

Una visita al dipartimento della Medicina dei Viaggi almeno 40 giorni prima della partenza per eventuali vaccini o profilassi, una decente assicurazione sanitaria, una buona scorta di medicinali ad ampio spettro sono accortezza sagge per stare sereni e togliersi un pensiero, per concentrarsi solo sul viaggio, e non sui possibili disagi!


#6 I soldi

Una carta di credito funzionante, con un tetto di spesa sufficiente. Una certa cifra in cash. Perchè tutto può succedere, e non sia mai che il secondo giorno, presi dalla confusione del jet lag e del mattino presto riusciate a sbagliare il pin per ben tre volte facendovi così mangiare la carta di credito da un ATM di Bangkok restando così con altri 28 giorni di viaggio davanti a voi e nessuna possibilità di prelevare. Sì.


#7 L'itinerario

A parte il volo di andata e ritorno e le prime notti a Bangkok, non ho prenotato niente. In Thailandia si può. In città si trovano centinaia di Tourist Office a cui ci si può rivolgere per prenotare biglietti di treni, aerei e bus o addirittura tour organizzati o visite alle varie location nei dintorni. Le guest house e gli hotel sono infiniti. La possibilità di scegliere man mano quanto a lungo fermarsi in un posto e decidere cosa fare basandosi sui racconti degli altri viaggiatori, sul meteo, sulle proprie sensazioni, è impagabile.


In un Tourist Office di Bangkok ho acquistato un biglietto del treno per Ayutthaya.

Ad Ayutthaya ho preso night bus per Chiang Mai (il bus più comodo della mia vita).

A Chiang Mai mi sono fermata qualche giorno in più del previsto, perchè era semplicemente magica, e da lì ho potuto visitare il Golden Triangle, Chiang Rai, le tribù, i templi, i mercati.

Dal boutique hotel di Chiang Mai ho preso un biglietto aereo per tornare a Bangkok.

All'aeroporto di Bangkok ho comprato un biglietto aereo per Koh Samui.

Da Koh Samui mi sono spostata a Koh Phangan in barca, e poi a Koh Tao.

A Koh Tao mi sono innamorata, e ho deciso di restare qualche giorno in più, poi sono tornata a Bangkok.


In nessuno di questi posti è strano semplicemente passeggiare tra gli hotel, entrare in quelli che si ritengono più adatti alle proprie necessità, chiedere di vedere una stanza e quali sono i prezzi, fermarsi a dormire.

E' facile, è spontaneo, è bellissimo. Ti permette di accedere all'inaspettato, e di cambiare idea tutte le volte che vuoi.


#8 Il bagaglio

Nell'era di Instagram è quasi una bestemmia, e non parlo certo dall'alto di un'anima pura immune al consumismo, ma anche per una vittima del fast fashion e degli accessori bellini come me a un certo punto è stato chiaro: quando sei un backpacker, less is more.

Lo zaino ti permette dinamicità, ti permette di esplorare e di cercarti una sistemazione anche quando non ce l'hai, te lo devi portare su un tuc tuc o su una barca che sfida ogni legge della fisica, lo devi lanciare sul tetto di un bus, lo devi usare come panchina e a volte anche come letto. E, ultimo ma non per importanza, devi riempirlo di tutti i sarong, statue di ganesh, cavigliere, dipinti del buddha, incensi, piattini, borsette, vasetti, sandali, spezie, fiori, cuori, luoghi e laghi che non riuscirai a trattenerti dal comprare nei vari mall di Bangkok e night market di Chiang Mai.

Viaggiare dal giorno 1 con 23 kg sulle spalle è una pessima idea.


#9 Il cibo

Questa è proprio una cosa europea, anzi no italiana, da dire. Lo so.

Ma iniziare una cura di fermenti lattici un mesetto prima di partire ti permetterà di goderti appieno una delle esperienze più appaganti e forti del viaggio: quella culinaria.

Non aver paura. Gli odori un pò nauseanti dei primi giorni si trasformeranno in fragranze attraenti dopo che ci avrai fatto l'abitudine. E per quanto lontano dagli standard di igiene ai quali siamo abituati a casa nostra, lo street food è parte integrante e fondamentale dell'esperienza di viaggio. Non perderlo. Be brave.

Il pad thai più buono della mia vita l'ho mangiato al buio seduta uno sgabello di plastica alto 20 centimetri, su un marciapiede che odorava di fogna. E stavo da dio.


#10 Internet

Sarò un pò old school, ci sarà un contrasto tra ciò che dico e il fatto che lo dico proprio qui, ma credo fortemente in questo punto. A meno che non sia un viaggio di lavoro, o che non ci siano delle necessità superiori, o che non sia un trasferimento vero e proprio, non comprare una sim locale. Goditi le tue ore di esplorazione senza internet, goditi il piacere di fare foto per ricordare, prima di condividere, apprezza la gioia di trovare un cafè con wi-fi in cui rilassarti un'oretta e controllare le mail e aggiornare mamma e papà su whatsapp - ma non passare tutta la giornata a cercarlo! Avrai il wi-fi in albergo, in aeroporto, durante i pasti. Il contatto con il mondo non ti mancherà.

Ma l'emozione di vivere la propria avventura da soli, senza la possibilità di trasmetterla immediatamente ad amici e parenti lontani, la renderà davvero speciale e solo tua.

Questo, per me, è impagabile.


Capitolo 1, finito.

Viaggiare è un pò una magia che sa rendere migliori. Con me lo ha fatto, facendolo così.

Chissà se come la Stefy, anch'io potrò essere di ispirazione a un'altra persona, e aiutarla a migliorarsi. It's worth trying;)


Buon viaggio!


Amman Intl Airport

Bangkok

Ayutthaya

Monks in Chiang Mai

Bridge to Burma

Golden Triangle

Koh Samui

V. in Koh Nang Yuan

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